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Radioamatore CB

Vorrei scrivere qui qualche mio pensiero in modo da lasciare una speranza che un giorno i termini “ e “ non siano più confusi ed usati come sinonimo, come purtroppo spesso accade nei giornali e nelle manifestazioni quando c’è da prendersi il merito degli altri.
Per fare un esempio a grandi linee:

la differenza tra un radioamatore ed un cb è simile a quella tra un medico ed un infermiere.

Il medico sa fare il mestiere dell’infermiere, anche se di norma si occupa d’altro, però l’infermiere non sa fare il mestiere del medico e non è abilitato a farlo. Nel giornali quando parlano di medicina non scrivono il medico infermiere sig Tizio, nel caso dei radioamatori viene fatto di continuo.

PREMESSA: Entrambe le attività sono disciplinate dal DECRETO LEGISLATIVO 1 agosto 2003, n.259 Codice delle comunicazioni elettroniche.

CB

Significa letteralmente Citizen Band, ovvero banda cittadina, i famosi 27MHz. In Italia per operare in tale banda è necessario presentare una semplice domanda e pagare il bollettino annuo di 12€. Possono fare richiesta tutti i cittadini Europei che hanno compiuto i 14 anni e che non abbiano condanne penali (art 145), non sono richieste competenze tecniche,  per cui si possono utilizzare solo apparati omologati con delle limitazioni di potenza e frequenza. Le conversazioni sono libere purché non siano siano criptate e si tenga un linguaggio corretto senza essere volgari e/o offensivi.

RADIOAMATORE

Chi ama la perchè la conosce e sperimenta e sviluppa la tecnologia riguardante le radiocomunicazioni. In Italia per diventare radioamatore occorre risiedere in uno dei paesi della Comunità Economica Europea, inoltre si  deve sostenere un esame tecnico o possedere un titolo di studio tra i seguenti:

  • perito in elettronica e telecomunicazioni
  • laurea in ingegneria dell’informazione o in un ingegneria dello stessa famiglia
  • brevetto militare di operatore radio

Una volta sostenuto l’esame, il ministero dello sviluppo economico rilascia la patente di radioamatore. Al che si fa la richiesta del nominativo, un identificativo univoco, la cui composizione rispetta degli standard internazionali, un prefisso, una zona ed un progressivo. Ad esempio IZ3JIO:

  • IZ identifica l’Italia, I con eventuali lettere aggiunte è il prefisso assegnato all’Italia
  • 3 significa che risiedo in Veneto (i l prefisso IN3 è riservato al Trentino Alto Adige, IV3 al Friuli Venezia Giulia)
  • JIO è il progressivo

Per poter richiedere il nominativo con cui operare è necessario avere almeno 16 anni, e non avere condanne penali (art 137 ). Si può operare anche utilizzando un autorizzazione speciale, in tal caso oltre ai precedenti requisiti il limite di età è di almeno 18 anni (art 144).  Purtroppo ultimamente c’è chi si vanta di non rispettare i requisiti…

I radioamatori possono operare solo all’interno delle bande a loro assegnate. Alcuni spazi sono ad uso primario, cioè ad uso esclusivo, altri ad uso secondario ovvero sono condivisi da altri servizi in caso di necessità. Molto spesso ci sono persone che usano apparati ricetrasmettitori che operano nelle frequenze assegnati ai radioamatori senza saperlo e/o perchè gli è stato venduto senza spiegarli che l’apparato utilizza frequenze non destinate al libero uso. Vi sono anche delle limitazioni sulla potenza, si possono utilizzare 500W su tutte le bande assegnate. Normalmente si utilizza una potenza ben al di sotto di questo limite, anche se solitamente qualcuno spesso lo infrange anche di molto giustificandosi con “devo compensare le perdite del cavo”. Utilizzare potenze molto elevate quasi sempre è frutto di totale incompetenza nel settore, quasi sempre si riescono ottenere gli stessi risultati utilizzando potenze molto ridotte.

Ad ogni inizio di trasmissione ci si deve identificare con il proprio nominavo (o quello assegnato in caso di autorizzazione speciale).
Gli argomenti di conversazione sono molto spesso tecnici, non per imposizione ma perchè essere radioamatori è più di un semplice hobby o di un servizio è un qualcosa che lega passione, adeguamento tecnologico e miglioramento ed ottimizzazione di se stessi, perciò si finisce a parlare sempre di esperimenti o di novità tecnologiche. Vorrei ribadire che fare il radioamatore non è un hobby, se uno vuole perdere tempo si può comprare un apparato di libero uso (LPD) e richiedere l’annullamento della licenza, lasciando più spazio a chi lo fa per passione e utilizza le proprie conoscenze per trasmettere qualcosa al prossimo o aiutarlo in caso di emergenza. C’è chi immediatamente dopo il verificarsi di una calamità si attiva per organizzare i soccorsi, e chi si lamenta della qualità audio del segnale modulato di chi sta chiedendo informazioni, ma questo è intrinseco nella natura italica…
Purtroppo nel passato vicino e lontano sono state regalate molte autorizzazioni a persone a cui interessava avvicinarsi a questo mondo per interessi malati e perversi, da fare carriera politica marciando sulle associazioni di appassionati a trovare giustificazione a fare il pirata utilizzando frequenze riservate alle forze armate. L’effetto della presenza di questi personaggi è fortemente negativo, allontana i giovani poiché vine posto il modello sbagliato da seguire e fa in modo di alimentare l’idea comune che se uno ha un antenna sul tetto o sulla capotta dell’auto è un “CB Radioamatore” o un “Radioamatore CB”.

Essere sia CB e contemporaneamente RADIOAMATORE non è vietato, sono 2 mondi simili, ma con spazi diversi. Molti radioamatori di oggi hanno fatto la gavetta nel mondo cb e sono molto più in gamba di altri che “sono senza peccato originale” e hanno cominciato ai tempi che c’erano solo le valvole e da allora non sono andati molto più avanti.

73 de IZ3JIO

 

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